Al massimo c'è stato due settimane con un tour guidato o con un'offertona di LastMinute. Non importa, si attaccherà a tutti i pretesti per uscire con frasi come "In *inserire meta* questa cosa non è tollerata" o "Quando sono andato in *inserire meta*..." o "Ti ho mai detto quando in *inserire meta*..."
Le regole del gioco sono semplici: qualsiasi destinazione sia più distante in linea d'aria di Portogruaro o, ancora meglio, fuori dai confini nazionali (il Canton Ticino, non so perché, non conta) diventa automaticamente quella specie di città/terra mitica che aspetta solo di essere esplorata da lui/lei, appena scesa all'aeroporto e fresca di litigio con assistenti di volo Ryanair sul prezzo dei profumi. Guai a dire una meta più lontana di quella appena citata.Guai. Più che altro perché la maggior parte delle volte l'Avventuriero non sa dove si trovi.
Una volta stavo ascoltando una di questi Avventurieri che pontificava su un edificio orrido visto l'estate prima a Sharm el Sheik (a proposito di mete esotiche, tutte da esplorare), talmente brutto che rovinava il panorama. Quando ho detto: "Dovresti vedere la Cattedrale di Reykjavik" mi ha guardata come se avessi appena ruttato. Ho abbassato il tiro: "La Sagrada Familia di Barcellona è molto bella però". Al che è seguito un cenno d'assenso e sul fatto che Barcellona è una bella città.
Non sono spocchiosa, solo che non raccontare le tue avventure di donna/uomo vissuto se hai fatto una settimana a Limito di Pioltello a combinarne di tutti i colori e torni convinto che nessun altro sia maturo quanto te e nessun'altra meta sia bella quanto quella che hai visto tu.
Basta, sto divagando.
![]() |
Piani ambiziosi di gioventù suggerirono inizialmente Belgrado, piani finanziari in rosso di studenti universitari reclamarono a gran voce che non era il caso. Graz? Lontana. Ljubiana? Pure.
L'ostello era uno di quegli ibridi turistici che soprannomino per l'occasione "campello", una reception e un paio di camere in un vero edificio di mattoni e il resto in bungalow sparsi a caso in giardino, un po'affacciati sul mare, un po' su un inquietante bosco e il resto vicini alla tettoia della colazione. Il nostro """"appartamento"""", una rulotte senza ruote con 2 letti a castello e un bagno era la più remota: incastrata tra il bosco inquietante e la spiaggetta di sassi, lontano dal recinto della colazione. Per di più era chiusa da Agosto, appena aperta la porta è uscito un fetore che ricordava un po' una palude del Po, una pescheria di Genova e qualche pantegana particolarmente voncia dei canali di Venezia. Un po' tutto insieme. Ah, sentivo anche una punta di alghe del Naviglio nei pressi di Porta Romana.
In un attimo ci si abitua all'odore, o si sviene sul letto per il fetore, non so, la linea è molto sottile.
La mattina dopo non è I wanna rock dei Twisted Sister a svegliarmi, ma uno scroscio indecente proveniente dall'esterno. Il dormiveglia di primo grado mi suggerisce un attacco di zombie provenienti dal boschetto come in un film di Romero, di quelli sadici e affamati che si attaccano alle pareti e iniziano a graffiare.
Il dormiveglia di secondo grado sostiene invece fosse un qualcosa che bolliva sul fuoco.
Il dormiveglia di terzo grado (la veglia praticamente) mi dice: "Cretina, sta diluviando"
C'è qualcosa di più triste di una città pensata per il turismo estivo vista d'inverno? Sì, una città pensata per il turismo estivo vista fuori stagione su cui si sta abbattendo un diluvio universale. Queste città hanno la capacità, sotto la pioggia, di trasformare tutti i colori di cui sono dotate in estate in tonalità cupe, grigio e nero in prevalenza. Sembrava di vivere in un film degli anni Quaranta, pure l'acqua della spiaggetta, che ieri era verde-azzurra, oggi era verde-nera. I sassi? Grigio chiaro. Il bosco? Nero-verde. La colazione? Un festival di colori normali appestati dal grigio.
![]() |
| altro che 50, qui ne vedo 120 di sfumature di grigio |
Prendi un po' di marmellatine, và, così non abbiamo problemi col pranzo.
Il viaggio di ritorno non è stato pittoresco come quello dell'andata, soprattutto perché ho dormito alla grande, aprendo un occhio ogni tanto per intravedere un cartello o sentire a che canzone eravamo arrivate con il cd dei Red Hot Chili Peppers (dite quello che volete, By the Way e Californication sono i migliori per i viaggi in macchina).
Pasqua tra cioccolatini, dormite e film serale. Poi il giorno dopo di nuovo treno e di nuovo casa. Prima di addormentarmi ho fatto in tempo a vedere Trieste allontanarsi ascoltando Sultan of Swing dei Dire Strait: adesso ogni volta che sento "We are the Sultans... we are the sultans of swing!" mi viene in mente l'immagine del castello di Miramare. Poi non ricordo altro, il treno era diretto fino a Milano, la seconda volta che ho aperto gli occhi ho letto "Lambrate" e sono letteralmente rotolata giù dal sedile, facendo spaventare la povera ragazza cinese davanti a me.
![]() |
| Naaah, i colori ci sono! Eccoli! Basta aver fiducia (e sole) |
Volevo precisare che io non dormo, compio degli studi sul letargo umano. Un giorno le mie ricerche serviranno a qualcosa, tipo creare poggiatesta più comodi sui treni.















