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venerdì 29 luglio 2011

Angels of the Universe

La locandina è davvero ridicola e da l'idea di un incrocio tra Bridget Jones e Sex and the City, in versione maschile e islandese.

La realtà è che viene definito il Qualcuno volò sul nido del cuculo islandese, liberamente ispirato all'omonimo libro del signor Einar Mar Gudmundsson e arrivato con applausi ed elogi agli European Film Awards del 2001. Ah, le colonne sonore sono un lavoro dei Sigur Ros.

Ovviamente in italiano non esiste e in streaming non si trova né in inglese, né sottotitolato.

Porca miseria.

domenica 17 luglio 2011

Maratona nerd

Giornata dedicata a una maratona film (9.00-17.00 pasti inclusi) con tema film nerd. Lo ammetto, (banalmente) l'unico titolo che mi è venuto in mente all'inizio è stato The Social Network, ma i tre titoli proposti non si sono rivelati affatto male.

Benvenuti a Zombieland (2009)

Non era The Social Network, ma Jesse Eisenberg c'era e bisogna ammette che il ruolo del nerd gli riesce piuttosto bene, ma spero per lui si dedichi ad altri ruoli. Dopo il boom di Resident Evil il genere zombie è tornato alla ribalta, in Zombieland l'horror viene condito con l'umorismo e i comics: se all'inizio mi dava l'impressione di vedere qualcosa sulle orme di 28 giorni dopo (Eisenberg unico sopravvissuto di una città negli USA colpiti dalla "piaga del 21° secolo", una febbre che si è trasmessa dagli hamburger ottenuti con la carne di mucca pazza che trasforma le persone in zombie. Sì, fin qui ha tutti gli ingredienti del classico film di questo genere), poi procede in qualcosa di originale, a sè stante.
Eisenberg (Columbus) ha sempre vissuto in solitudine, immerso nei videogiochi e in succhi di frutta come unica fonte di sostentamento: non si vergogna nell'ammettere di essere pieno di fobie e fissazioni (dalla la classica paura dei clown all'abitudine di piegare la carta igienica in un certo modo prima di usarla). Ma queste sue fisse gli hanno permesso di elaborare un efficace piano anti zombie basato su più punti, tra cui "controlla sempre il sedile posteriore", "allenati alla corsa" (difatti qui gli zombie sembrano più dei centometristi) o "evita altri pericoli e allacciati sempre la cintura".
Molto carino. Anche per il cameo di Bill Murray in versione non morto, che apre pure le porte a riprese nella sua villa.


I Goonies (1985)
è un film cult degli anni Ottanta, uno di quelli che tutti i ragazzi che all'epoca erano poco più che adolescenti ricordano. Non so se è stato il fatto di averlo visto appena dopo al fantastico Benvenuti a Zombieland, o per una personale predisposizione all'odio verso i film da domenica pomeriggio su Italia 1, quelli con bambini che diventano eroi e salvano principesse, aziende in fallimento e caprette come se aprissero un barattolo di nutella, ma... i Goonies non mi hanno convinta.
Credo che il problema fondamentale sia che è fuori dalla sua epoca e uno direbbe "Sì, ma ce ne sono tanti degli anni Ottanta che sono ancora acclamati, per esempio, citando un altro film per ragazzi, Ritorno al futuro (1985)". Sì, è vero. Ma di ritorno al futuro ci sono citazioni ovunque, a momenti anche sui cereali, i Goonies sono poco citati, sono poco ricordati. Con questo non voglio dire che la bellezza di un film si basa sul numero delle citazioni, ma se viene ripreso spesso vuol dire che ha lasciato un'impronta decisamente più ampia di altri.
Riassumendolo, questo è un film che condensa le grande tematiche avventurose dell'epoca (tesori, pirati, trappole mortali, bande di ladri senza scrupoli...) mescolandolo alla classica epopea per ragazzi, il gruppo di avventurieri che esalta l'amicizia universale (tra personalità ed etnie differenti), la furbizia dei bambini rispetto al mondo impostato degli adulti e i primi amori, con la classica bellona (che poi mica tanto bella visto come andavano in giro conciati all'epoca), il rivale e il bacio finale. Una versione di Indiana Jones per bambini e ragazzi, insomma. Un po' più scarso, però.
E un giovanissimo Sean Astin, futuro Sam del Signore degli Anelli.


Scott Pilgrim vs. the world (2010)


Il film nerd per eccellenza (e canadese, non americano). Per chi non è appassionato di videogiochi e fumetti è un classico teen drama con il ragazzo solitario indeciso che cerca di conquistare la ragazza dei suoi sogni che degenera in un film traboccante di inutili effetti presi da eroi cartacei e di picchiaduro. Per chi, invece, apprezza anche solo una delle due cose citate sopra è un film geniale.
Anche qui il protagonista è un nerd, interpretato da Michael Cera (il ragazzo di Ellen Page in Juno) e per tutto il film si trovano avvenimenti e sceneggiature prese a piene mani da videogiochi come Tekken, Street Fighter, Soul Calibur e compagnia. Nonostante la perplessità di sorella e amici, e i suoi 22 anni, Scott è insieme a una ragazza cinese, che diventa subito la fan numero uno della sua band e si dimostra sempre più appiccicosa. Questo finchè Scott non scopre che la ragazza che ha sempre sognato esiste davvero e, dopo averla incontrata ad una festa, decide che è la donna giusta per lui. Ma (c'è sempre un ma) oltre a vincere la sua reticenza e l'alt di tutti i suoi conoscenti deve liberarsi dell'ingombrante passato di lei e vincere in una serie di combattimenti la Lega degli Ex, ovvero i 7 ex compagni di lei.
C'è assolutamente il picchiaduro, c'è un po' di GDR fantasy e c'è un bel lavoro equilibrato e senza pretese strane di presentare un messaggio finale.
Caruccio. E l'ex coi poteri vegani fa assolutamente morire dalle risate.

giovedì 7 luglio 2011

Bitch Slap

Ok, prima di tutto perché ho deciso di vedere un film del genere e la ragione è tanto semplice quanto banale (degno preambolo di qualsiasi avventura, no?): dopo aver rivisto per la terza volta Parnassus- l'uomo che voleva ingannare il diavolo, continuando a capirlo e apprezzarlo sempre più, ho deciso che stasera mi sarei concessa una cosa più leggera, o un film comico demenziale o uno davvero trash, di quelli che ti fanno pensare: "Ma chi ha avuto il coraggio di finanziare questa roba?"

L'altra sera avevo intravisto Scemo e più Scemo, quindi il genere demenziale era ancora fresco. Poi, nel mio vagare su Internet sono capitata sui film in uscita quest'estate e mi ha sorpreso trovare questo, uscito in America nel 2009 (e ora già disponibile in dvd e compagnia bella) e proposto nei cinema nostrani solo ora, probabilmente per occupare quel vuoto di programmazione e l'assenza di grandi kolossal estivi che possano rivaleggiare con l'ultimo e sospirato Harry Potter.

Bitch Slap per l'Italia è accompagnato da un sottotitolo, le superdotate. Si capisce che termini del genere vengono di solito appioppati a film-parodie demenziali (vedi Treciento- chi l'ha duro la vince). Erroneamente, poi, credevo fosse appunto una parodia di un film sul filone di Charlie's Angels, invece già il poster dissipa ogni dubbio: non è un film-parodia.

Cominciamo dal cast, pressoché sconosciuto, se non per Erin Cummings (riconoscibile solo da chi ha visto Spartacus da poco).
E poi, sorpresa! Abbiamo tutta la crème de la crème dei telefilm a sfondo mitologico degli anni novanta, in ordine di apparizione: Michael Hurst (Iolao di Hercules), Kevin Sorbo (Hercules), Lucy Lawless (Xena) e Renée O'Connor (Olimpia di Xena). Tranne Hurst, che appare per una mezz'ora abbondante contando anche i vari flashback, gli altri fanno proprio un piccolo cameo di pochi minuti.

Il resto? Beh, il resto sembra più un grande film porno inesploso.
Ha tutti i cliché del porno di serie b: tre protagoniste (definite nei riassunti ufficiali "una sex bomb, una carcerata e una stripper"), chiari orientamenti sessuali delle tre, inquadrature di tette più numerose delle parole pronunciate e pure una scena di "lanciamoci i secchi d'acqua addosso" che non c'entra nulla con le scene precedenti. Ah, senza dimenticare le scene di rissa furiosa tra le protagoniste dalla bella durata di quasi 10 minuti (a quel punto vai al supermercato nei giorni in cui la pasta è scontata a 0,50 euro a scatola e vedi la rissa dal vivo).

Altro, la trama? Non l'ho capita. La sceneggiatura contava anche scene a rallentatore e ripetute come quelle di Paperissima dove ti fanno rivedere mille volte il bambino che cade
dal triciclo, solo che qui erano in corrispondenza di scene di pestaggio o di lapdance con il badile
(???).

Per la disperazione, avevo interrotto dopo 40 minuti (dei 109 totali), poi, spinta più che
altro da "Ho iniziato, vediamo come va afinire", l'ho finito.

Non è sicuramente un film per cui spenderei 7 euro al cinema, visto che ci ho speso una sera a malapena. Però è come se alla fine ti venisse da dire "è un film orribile, ma non è proprio il peggior film del mondo" e il motivo è uno solo: non si capisce fino a quanto le interpretazioni abbastanza deludenti, gli scenari di dubbia qualità e altri problemi del film siano capitati o siano voluti. Voluti come omaggio ai film degli anni Settanta, un tributo all'era dell'exploitation, le cui radici sì affondano nelle produzioni a basso costo incentrate su violenza e/o sesso degli anni Settanta-Ottanta, ma sono radici riemerse più recentemente in lavori come Kill Bill di Quentin Tarantino o Grindhouse di Robert Rodriguez, a cui Bitch Slap richiama in molti modi e in
altrettanti momenti.

Senza dimenticarci della citazione principe del film, ovvero quel Faster Pussycat! Kill! Kill!, cult del 1965, prima snobbato dal pubblico, poi elevato a simbolo della lotta femminista.

Infine, va aggiunto che però Bitch Slap raramente esagera: con l'eccezione della già citata scena dei secchi d'acqua, compresa di slow motion, e quella del bacio tra le due protagoniste, non ci sono scene di nudo, sesso esplicito, violenza gratuita che tanto si vedevano nei film a cui si ispira. A questo punto lo si può definire un vago omaggio all'exploitation o un porno inesploso e "nobilitato" dal fatto che si tende a creare una certa aspettativa, ma poi non si supera la camicia aperta.

Insomma, cercavo un film trash e l'ho trovato. Se avete una sera da buttare, magari per farsi due risate e un paio di birre, un'occhiata la si può anche dare. Se andate a comprare un biglietto per vederlo al cinema sono soldi buttati.

L'unica scena che vale la pena di vedere è Renée O'Connor, suora, che sussurra alla madre superiora, Lucy Lawless, dei suoi desideri carnali, che ormai superano gli oggetti inanimati, causando sconcerto e imbarazzo in quello che fu il volto di Xena.

Ecco, in quel momento ho riso di gusto.